Sul “Caso Contador” Pat McQuaid, Presidente dell’Uci, ha affermato di recente che “se si dovesse stabilire che la carne era contaminata e che è così che il clenbuterolo è arrivato sarebbe ingiusto condannarlo per questo”.
Un’affermazione in palese contrasto con l’art. 10.5.2 del codice Wada che stabilisce il concetto di “responsabilità di colpa non significativa”.
Articolo che è stato invece applicato alla lettera nei confronti di Alessandro Colò, squalificato per un anno dal 21 maggio 2010 al 20 maggio 2011, per la presenza di Clenbuterolo nel sangue.
Uno dei risultati più importanti nella lotta contro il doping nello sport fino ad oggi è stata proprio l’elaborazione, l’accettazione e l’attuazione di un insieme armonizzato di norme anti-doping, la World Anti-Doping Code (codice Wada). Questo Codice è stato creato per risolvere i problemi sorti dai molteplici sforzi anti doping disarticolati e disorganici, per avere un approccio uniforme nei confronti degli atleti colpevoli di doping.
Dalle parole di MacQuaid sembra proprio che nel caso di Contador si farebbe una eccezzione alla regola. Sul tema si è espresso anche Eddy Merckx che ha dichiarato recentemente in un’intervista alla televisione belga RTBF: “Se lui è colpevole, deve essere punito con durezza, ma il problema vero è un altro. E che gli sportivi, in materia di doping non vengono tutti trattati nella stessa maniera”.
E proprio nella giornata odierna è arrivata la presa di posizione da parte della Wada nei confronti dell’Uci. In una relazione pubblicata oggi la Wada ha fatto sapere che l’Unione Ciclistica Internazionale in occasione dell’ultimo Tour ha svolto controlli rigidi mostrandosi tuttavia eccessivamente “amichevole” con alcuni atleti. L’agenzia ha quindi esortato l’Unione ad effettuare dei test sui ciclisti anche in tarda serata consigliando inoltre di accentrare la gestione dei risultati dei test anziché delegarla alle singole federazioni nazionali.
In difesa di Alberto Contador si è espresso il connazionale Samuel Sanchez che ha affermato: “Il caso di Alberto non e’ niente affatto doping”. Sanchez ha detto la sua anche in merito alla legalizzazione del doping, “Non deve essere legalizzato, bisogna stabilire dei limiti, ne’ piu’ ne’ meno, con delle sostanze che sono terapeutiche per curare altri tipi di malattie o indisposizioni. Bisogna limitare tutto, ma questo gia’ c’e’. Il ciclismo e’ lo sport pioniere nella lotta contro il doping”.
Intanto in Spagna iniziano le prime operazioni di pulizia. Le Canarie, dove spesso i ciclisti si recano per i ritiri invernali, sono state lo scenario di un blitz da parte della Guardia Civil. Sono state arrestate 34 persone, tra cui farmacisti, veterinari e il proprietario di una fattoria, con l’accusa di partecipazione al traffico di Clenbuterolo.
L’Operaciòn Viar è partita da un inchiesta sul doping nell’ippica, ma potrebbe avere delle connessioni con il caso Contador, il Clenbuterolo è infatti la sostanza alla quale è risultato positivo lo spagnolo.
Lorenzo Valdameri







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