Philippe Gilbert ha conquistato oggi l’edizione 2011 della classica della birra. Il belga, favorito della vigilia, aggiunge così la seconda coppa dell’Amstel Gold Race in carriera, proprio sulla stessa mensola dove conserva anche due trofei del Giro di Lombardia e altri due della Parigi-Tours.
La vittoria di Gilbert
Per Gilbert un grande trionfo. Partito come il principale indiziato per la vittoria finale sul traguardo della collina del Cauberg, località nei pressi di Valkenburg, il corridore nato a Verviers è stato capace di controllare la corsa come meglio pensava, gestendo le sue forze e definendo al meglio i preparativi per la sua vittoria. Il grande lavoro della sua squadra, come i consigli arrivati dall’ammiraglia hanno poi fatto il resto. Una considerazione però è necessaria, i team concorrenti in questa occasione non sono stati in grado di arginare Gilbert come è stato per altri favoriti dal pronostico in corse precedenti, la gabbia costruita e pensata per Fabian Cancellara al Giro delle Fiandre e alla Parigi-Roubaix non si è chiusa invece per il belga. Forse hanno sbagliato gli avversari, oppure la Omega Pharma-Lotto, consapevole di ciò che sarebbe potuto succedere, è stata più accorta rispetto alla Team Leopard-Trek.
La cronaca della corsa
Dalla partenza di Maastricht fino alla linea dei 90 km c’è stato poco da segnalare, la corsa è infatti andata secondo previsioni senza sbavature o sorprese. Un piccolo gruppetto in fuga si è poi reso protagonista, qualche scatto per agitare un po’ la gara e rompere la monotoniama, con le strade olandesi che sono comunque sembrate molto tranquille. Dal gruppo, successivamente ritornato a ranghi completi, qualche caduta importante è degna di essere segnalata: poco prima del Krusiberg infatti Frank Schleck finisce per terra, perdendo così ogni possibilità di vittoria. La priva vera selezione arriva però alla Salita delle Antenne, con il campione di Russia Aleksandr Kolobnev che con una scatto inizia la scrematura dele gruppo, conclusasi poi nei km successivi. Rimasti circa una ventina di atleti, dopo alcuni tentativi di fuga, arriva così il turno di Andy Schleck: cha mantiene la testa della corsa dai meno 12 km fino all’ultimo km quando Gilbert, con una progressione memorabile, prima lo passa e poi chiude a braccia alzate sul traguardo.






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