Tour de France — 16 luglio 2010

Dopo undici tappe disputate - e a nove dal traguardo degli Champs Elysée - la banda azzurra alla Grand Boucle non convince. Unica buona notizia la maglia verde di Alessandro Petacchi. Il bilancio offre come migliore degli italiani in classifica generale il varesino vincitore del Giro d’Italia 2010 Ivan Basso, del Team Liquigas Doimo,  che conta un ritardo di cinque minuti dal leader in maglia gialla Andy Schleck. A seguire lo scalatore veronese Damiano Cunego, vincitore del Giro 2004. Purtroppo il Piccolo Principe della Lampre Farnese questa volta non è atterrato nel Sahara, ma naviga nell’ombra in territorio transalpino, relegato alla 58esima posizione della generale. Da buon scalatore si difende però con la quinta piazza nella classifica della maglia a pois, dedicata ai grimpeur.

Militano nella zona di metà classifica Paolo Tiralongo (Astana), Mauro Santambrogio (BMC) e Eros Capecchi (Footon Servetto), sotto il distacco dell’ora, tutti gli altri praticamente non pervenuti.

Brilla ancora l’antica stella di Alessandro Petacchi, velocista spezzino capace di regalarci due vittorie di tappa allo sprint a 36 anni. Non è un uomo di classifica,  punta pertanto alle vittorie di tappa e

manca di un soffio il terzo successo, cedendo a Cavendish, ma agguanta la maglia verde della classifica a punti, strappandola dalle spalle di Hushovd.

Per i velocisti rimangono ancora cinque tappe piane,  tre delle quali con reali possibilità per sprintare, compresa la passerella finale, con i famigerati Pirenei nel mezzo.

Tornando all’uomo di classifica numero uno tra i nostri portacolori,  l’evidenza di un Ivan Basso  al di sotto delle aspettative è innegabile, dati i risultati sin qui non esaltanti e una prestazione che in generale non soddisfa appieno. Infatti non si possono dimenticare i suoi otto km. in solitudine sulla Magdaleine,  ma tutto può ancora succedere, perché mancano i Pirenei, schedulati in questa edizione nel finale.

Le asperità della catena montuosa che delinea il confine spagnolo, sono più che mai un ineguagliabile banco di prova, Tourmalet su tutti, in particolare con due settimane di gara nelle gambe.

Per la cronaca da segnalare un solo ritiro tra gli azzurri, sotto il nome di Fabio Fellini, il gregario della Footon Servetto che non ha preso il via alla nona tappa.

L’entusiasmo cresce in attesa delle mitiche vette pirenaiche per il duello in vetta tra il Re Alberto Contador e l’outsider Andy Schleck, ma sempre con un occhio di riguardo volto a Ivan Basso, ancora in lizza per il terzo gradino del podio, se capace di sferrare la zampata con un attacco dei suoi sulle tante salite che porteranno la carovana gialla fino a Parigi.

Per l’immagine: Flickr

Katia Bottoni

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