Paolo Bettini, Commissario Tecnico Nazionale Professionisti, ha le idee chiare per ciò che riguarda il circuito del Mondiali di Copenaghen 2012 e ribadisce il concetto di una corsa che va gestita fin dalle prime pedalate:
“Dall’inizio all’ultimo metro: c’è la necessità di gestire qualsiasi situazione o imprevisto che si possa creare in corsa per affrontare al meglio l’arrivo. Dovremmo inoltre considerare la variabile climatica che potrebbe rendere la corsa veramente impegnativa, le insidie che il percorso nasconde, anche se apparentemente di facile interpretazione, e la lunghezza significativa di 266 km totali da percorrere. Il circuito è veloce eppure c’è la grande incognita del tratto finale in pendenza. Potrebbe risolversi con una volata a gruppo più o meno compatto, ma è un percorso aperto ad altre soluzioni, quindi non solo per velocisti”.
Ancora sulla gara, afferma: “Quest’anno, almeno in partenza, possiamo lasciare ad altre nazionali il compito di fare la corsa. Parlo di quelle nazionali che vantano corridori più vincenti, come il Belgio di Gilbert, che ha corso l’ultimo mese in funzione della corsa iridata. Noi, dal canto nostro, saremo in grado di prendere in mano la corsa se ce ne sarà l’opportunità. Come gruppo, siamo ancora la nazionale che offre più carte. Siamo pronti ad ogni evenienza. Qualcuno degli atleti ha già visionato il percorso. Lo rivedremo nella settimana del mondiale e decideremo come muovere il nostro potenziale. L’esperienza fatta nei raduni, dove ho avuto il confronto diretto con gli atleti, è stata determinante per creare un forte spirito di squadra. Ho cercato di responsabilizzare ogni atleta e ho avuto segnali importanti da ciascuno”.
Il CT Bettini punta sui giovani: “Occorrono atleti potenti. Di facile interpretazione, il percorso a cronometro è per specialisti puri, con gli ultimi chilometri più tecnici e un tratto pianeggiante dove è indispensabile spingere lunghi rapporti. Adriano Malori sarà il nostro faro: ha vinto la sua prima crono da pro dopo i raduni di marzo e mi ha dato segnali di crescita durante tutta la stagione. Marco Pinotti invece sta ancora recuperando la forma dopo la caduta al Giro. Ho voluto inserirlo in rosa perché è un corridore di esperienza e rientra nel progetto di crescita dei più giovani. Sarà fondamentale la sua presenza al fianco di Malori”.
Nella foto l’immagine del traguardo finale







Aggiungi a Google




