Con il Giro di Lombardia, la grande Classica delle Foglie Morte, si conclude la stagione del ciclismo professionistico 2011.
Si tirano dunque le somme e si guarda indietro ripercorrendo tutt e le vittorie dei grandi protagonisti nell’anno che sta per finire.
Abbiamo avuto l’onore di vedere le splendide performances di Alberto Contador sulle salite del Giro d’Italia: senza mai risparmiarsi ci ha emozionato con la sua danza sui pedali. Non dimentichiamo la tenacia di Cadel Evans, il cagnaccio, vincitore del Tour de France 2011, che ha voluto, sudato e lottato fino in fondo per indossare finalmente, l’ambita maglia gialla… e il suo sguardo sul podio rivolto verso l’infinito, come se fosse appena sbarcato nel paradiso dei grandi..
Sono impressi nella nostra memoria gli scatti vincenti di Philippe Gilbert, il re incontrastato delle classiche in linea: è sua la tripla vittoria delle Ardenne. Indelebili le volate sul finale del velocista britannico Mark Cavendish, capace di attendere l’istante esatto per volare, l’unico che dietro di sé, come un vortice d’aria, fa il vuoto.
Per i nostri connazionali, un po’ di rammarico: nessuno di loro è riuscito a “graffiare” le grandi corse: Ivan Basso non emerge al Tour, il suo compagno Vincenzo Nibali si esprime con diversi tentativi al Giro 2011, ma si accontenta del terzo posto in classifica generale, ultima la sua “sparata” a 50 chilometri dal traguardo al Giro Lombardia, che non vede esito positivo e chiude il suo anno con zero vittorie di tappa.
Un bagliore di speranza ce lo aveva offerto Damiano Cunego, durante il Giro del Delfinato, che all’ultimo si è lasciato sfilare la maglia di leader durante la crono finale da un Leipheimer imbattibile.
Insomma italiani deboli e non convincenti, che soprattutto si portano sulle spalle un mondiale da dimenticare. Poche ma buone le soddisfazioni sul fronte ” giovani” con Oscar Gatto che vince una tappa al Giro d’Italia 2011, Elia Viviani primo ai campionati italiani su pista, le vittorie di Sagan del Team Liquigas Cannondale…. è il momento quindi del meritato riposo, di tirare una riga e cercare di inventarsi qualcosa per la prossima stagione 2012.
Ma una domanda sorge spontanea: i nostri big torneranno a splendere, o forse è il momento del tanto atteso e difficoltoso cambio generazionale?







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