Tour de France — 24 luglio 2010
July 24, 2010 - Pauillac, FRANCE - epa02259790 Lampre team rider Alessandro Petacchi of Italy celebrates on the podium with the sprinter's green jersey after the 19th time trial stage of the Tour de France cycling race, between Bordeaux and Pauillac, 24 July 2010.


La diciottesima tappa ha messo in scena il classico scenario che caratterizza questo genere di percorsi: fuga iniziale, recupero da parte del gruppo nel finale e volata all’arrivo.

Tutto previsto, tranne che a guidare la fuga ci fosse un trentino classe 1987, Daniel Oss della Liquigas. Come da copione dopo 10 km si stacca un quartetto in fuga, del quale fa parte Oss.

Il vantaggio dei fuggitivi cresce e si stabilizza sui 2/3 minuti fino a 30 km dall’arrivo. Ma proprio quando il gruppo si sveglia ecco uscire l’orgoglio del giovane trentino che non ci sta e a 14 km dall’arrivo attacca da solo, rimanendo con 34 secondi di vantaggio. Scorrono i km e i secondi pian piano vengono mangiati dal gruppone che insegue, ma Daniel Oss resiste, fino ai 4 km finali quando arriva l’inevitabile epilogo. Una grande dimostrazione di forza fisica e mentale messa in campo oggi da questo ragazzo che, dopo una fuga di oltre 180 km e il conseguente dispendio energetico, riesce a trovare le forze per un attacco finale. Si può ben dire che siamo in presenza di una futura promessa del ciclismo italiano.

Il resto della tappa rimane da copione. C’è la volata finale dove Alessandro Petacchi anticipa troppo l’attacco (lui dirà “per evitare di rimanere chiuso”) e  finisce controvento, infilato da Mark Cavendish che fa poker davanti a Julian Dean.

Il velocista ligure, sfiancato dai pirenei e dagli antibiotici, riesce comunque nell’impresa di recuperare la maglia verde scavalcando Thor Hushovd. Il problema ora si chiama Cavendish, da oggi terzo incomodo per la lotta alla maglia.

Domani la seconda e ultima tappa a cronometro di questo Tour de France 2010. Un percorso vallonato di 52 km da Bordeaux a Pauillac. Tanti chilometri, soprattutto se si conta che siamo alla fine del Tour e le forze rimaste sono poche. Lo sforzo fatto sui Pirenei potrebbe livellare la corsa, portando ad una crono più incerta e accessibile anche ai non specialisti. Oltretutto il percorso si presenta non lineare e ciò non fa che aumentare l’incertezza. Il favorito su tutti è Alberto Contador, sia per le indubbie qualità da cronoman, ma anche perché partendo per ultimo in maglia gialla avrà davanti a sè la scia aperta dalle moto e dalle macchine, molto più vicine rispetto agli altri corridori, permettendogli qualche guadagno di velocità. Interessante anche la lotta per il podio, con Denis Menchov che potrebbe scavalcare Samuel Sanchez, per ora terzo con solo 21 secondi di vantaggio in classifica generale. Altri candidati alla vittoria di tappa potrebbero essere Fabian Cancellara, Cadel Evans e Lance Armstrong, in cerca di un guizzo finale.

Lorenzo Valdameri

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