Luci e ombre del ciclismo: Vincenzo Nibali che vince la Vuelta, la rinascita del ciclismo italiano, le immagini di festa nel paese natio del ciclista siciliano; Alberto Contador viene trovato positivo al controllo antidoping nell’ultimo Tour de France, vecchi spettri tornano nel ciclismo.
Il controllo antidoping del 21 luglio, secondo giorno di riposo del Tour de France 2010, rileva nelle urine del ciclista spagnolo tracce minime di una sostanza vietata, il clenbuterolo (farmaco normalmente utilizzato per combattere l’asma e dilatare i bronchi, che può avere effetti anabolizzanti).
Il Re vacilla, e con lui barcolla una nazione intera, la Spagna, sulla quale interviene anche Pat McQuaid, presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI), che afferma: “devono ammettere che hanno dei problemi con il doping. Una buona parte dei casi di doping vengono da quel paese”. Infatti oltre a Contador, anche Ezequiel Mosquera (secondo classificato alla Vuelta 2010) e David Garcia Da Pena (undicesimo alla Vuelta 2010) sono risultati positivi ad un controllo delle urine effettuato il 16 settembre, durante la corsa a tappe spagnola.
L’ipotesi che si fa strada e prende forma è quella dell’Auto-Emotrasfusione.
Il laboratorio di Colonia che ha svolto le analisi, come si apprende dal sito del quotidiano sportivo francese L’Equipe, avrebbe lavorato secondo il protocollo del metodo della tracciabilità dell’Auto-Emotrasfusione, ancora in corso di validazione, che avrebbe riscontrato tracce di residui plastici riconducibili alle sacche nel quale era contenuto il sangue.
Ovviamente la scena mediatica è invasa dal “caso Contador”. Viene detto tutto e il contrario di tutto. Addirittura si sente parlare di legalizzazione del doping.
Oggi si è espresso sulla vicenda doping anche un campione del calibro di Gilberto Simoni, che ha affermato “il vero problema del doping nel ciclismo sono i preparatori e non i ciclisti” aggiungendo che “L’Italia ha fatto un passo avanti contro il doping e gli sbagli fatti in passato sono serviti, quello che ha fatto piu’ male al ciclismo e’ stato il doping organizzato“.
Dal canto suo Contador nega tutto, afferma di essere vittima di un intossicazione alimentare, sfidando l’opinione pubblica a “mettere le mani sul fuoco e non scottarsi“. Anzi rilancia mettendo il sistema in dubbio: “Non ho niente da nascondere. Il sistema e’ in dubbio e andrebbe cambiato“.
Torna alla mente il 2006, anno buio per il Tour de France, quando Floyd Landis fu trovato positivo all’antidoping. Landis si difese negando tutto e anzi contrattaccando nelle sedi giudiziarie. Alla fine il titolo gli fu revocato, Landis perse la disputa giudiziaria e ammise il ricorso al doping.
Speriamo di non essere in presenza di un altro boccone amaro da mandare giù, e che l’unica intossicazione non sia quella ai danni del ciclismo che ne uscirebbe distrutto per l’ennesima volta.
Lorenzo Valdameri







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Giorgio
due sole parole: che schifo!
ogni anno è sempre peggio … scandali, scandali, scandali …
ma un atleta vero c’è o sono tutti bombati???
Lorenzo
Gli appassionati di questo sport devono dotarsi di tanta pazienza e altrattanta speranza. Vincenzo Nibali ci ha dimostrato cosa è possibile umanamente fare senza ricorrere al doping. Al massimo della forma la Vuelta e sul podio al Giro. Contador aveva addirittura promesso una storica tripletta nel 2011, probabilmente con qualche aiutino
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